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| Attualità Società |
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I labirinti del disagio
 Il funzionamento della società oggi è diverso da quello che caratterizzava sia l’epoca di Freud sia il tempo in cui è vissuto Lacan: assistiamo al venir meno della funzione di autorità, a una caduta degli ideali, alla precarietà nei legami. Viviamo in un mondo globalizzato, dominato dagli oggetti di consumo, dalla dimensione virtuale, dalla spinta alla performance. Parallelamente gli psicoanalisti constatano, nella loro attività clinica, che anche le forme del malessere e del disagio si sono modificate nel tempo: è sempre più raro imbattersi in manifestazioni sintomatiche simili a quelle descritte da Freud, mentre sono frequenti le depressioni, gli attacchi di panico, i disturbi alimentari, le situazioni di isolamento, le dipendenze, e così via. Le forme del disagio psichico non dipendono allora solo dalla storia personale dei soggetti, ma risentono anche del tempo in cui essi vivono e del discorso sociale in atto. C’è quindi un legame tra la dimensione clinica e quella politica che gli psicoanalisti non possono ignorare se vogliono, come affermava Lacan, essere all’altezza della soggettività della propria epoca. Questo si traduce, per la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, in un lavoro costante di lettura ed elaborazione dei fenomeni sociali e nella ricerca dei modi opportuni, a livello clinico e politico.
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Intervista a Judith Miller
di Verónica Rubens y Rojo

Judith Miller, figlia di Jacques Lacan, si é laureata in Filosofía alla Sorbona negli anni 70. Non é una psicoanalista ma la sua vita gira attorno alla psicoanalisi. E' sposata con Jacques-Alain Miller - presidente della Associazione Mondiale di Psicoanalisi - e dal 1981 presiede la Fondazione del Campo Freudiano, istituzione creata dal padre nel 1979 per la diffusione della psicoanalisi nel mondo. Judith Miller la settimana scorsa è stata a Buenos Aires, in occasione del “ IV Encuentro Americano del Campo Freudiano” alla Facultad de Psicología de la UBA, dove ha tenuto di fronte a un pubblico di 600 persone la conferenza: "Freud, Lacan e l’Università". Intervistata da Adncultura ci racconta che passa molto tempo a casa, lavorando al computer o rispondendo alle numerose e-mails dei colleghi. Ha quattro nipoti e ama passare molto tempo con loro, “a fare ciò che vogliono, ma non senza riserve -chiarisce- giacché spesso si possono avere delle sorprese". I nipoti la fanno uscire dalle sue abitudini, istruendola negli usi della tecnologia, mettendola a contatto con questioni attuali e nuovi modelli di famiglia. A sua volta, lei cerca di trasmettere loro la propria esperienza: "la saggezza di nonna". Si definisce una donna "lavoratrice" e si rallegra di aver trovato in ogni tappa della sua vita qualcosa da fare e in cui sentirsi coinvolta: "ho la fortuna di non conoscere la noia" afferma. E' stata una delle docenti più attive del Maggio del 68 alla Università e non se ne vergogna. "Certamente ho avuto grandi illusioni, d'altronde, è difficile certe volte farne a meno per vivere" confessa. Cos'è cambiato nella psicoanalisi attuale riguardo a quanto proposto da Freud? La psicoanalisi ha appreso dalla storia che l'inconscio ha le risorse e che la gente cambia col modificarsi della cultura. Nei paesi dove la psicoanalisi esiste da un secolo, si verifica...(prosegui la lettura in pdf)
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 Foto: MARTIN FELIPE

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Internet, un modello della perversione?
Erminia Macola

Attraverso la rete è possibile vivere relazioni mantenendole nello spazio di una fiction, ovvero vivere rapporti in cui è in gioco tutto (desiderio, amore), ma al riparo dalla castrazione e passibili quindi di assumere una molteplicità di forme. Ovvero, la rete consente di disporre dell’altro come se non fosse irriducibilmente altro, crea coppie virtuali con qualche vantaggio di libertà sulla coppia reale. In una scuola media spagnola, mi racconta un’amica, un’esperta va a fare delle lezioni di educazione a internet, fa compilare un questionario a ragazzi di 11-12 anni. Risulta che in classe non parlino granché tra di loro, ma, una volta tornati a casa e acceso il loro computer, passino ore a chattare con gli stessi compagni di scuola, permettendosi di affermare cose che direttamente non direbbero mai. Eliminano in tal modo la presenza reale dell’altro, il limite che essa comporta, la voce diretta; escono dallo spazio comune aprendo un mondo nuovo pieno di possibilità affettive ed erotiche in cui si possono sbizzarire. Rimane da definire come si modifica lo statuto dell’altro/Altro con cui questi utenti di internet entrano in contatto e come si modificano le loro posizioni soggettive e il loro modo di godere...(prosegui la lettura in pdf)
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Padre natura
Maurizio Mazzotti

Nel marzo del 2006 comparve su un noto quotidiano nazionale un articolo che prendeva spunto da una vicenda che aveva fatto scalpore in Francia. Era la vicenda di Karine ed Elodie, due donne conviventi, che avevano sollevato un problema giuridico insolito attorno a cui si era sviluppato un dibattito più generale di opinione pubblica. Karine ed Elodie hanno avuto un figlio per inseminazione artificiale, pratica non consentita dalla legge in Francia ma consentita invece in Belgio, paese limitrofo in cui esse si erano recate a tale scopo, servendosi di quello che i francesi chiamano Bebè Thalys dal nome dell’Eurostar che collega Parigi con Bruxelles. Karine è dunque mamma ed Elodie papà di questo bambino. Anche Elodie però vuole diventare mamma e dunque con il consueto Eurostar si reca a Bruxelles dallo stesso donatore anonimo, che esse chiamano familiarmente “il vichingo”, il cui sperma è servito per la nascita del primo figlio. Dunque Elodie entra a sua volta in gravidanza e, secondo quanto gli è consentito dalla legge dello stato francese, chiede il congedo come mamma del bambino di cui è in attesa. Il fatto è che Elodie lo aveva chiesto il congedo anche come papà del bambino di Karine. Ecco dunque il problema giuridico: lo stato le nega questo congedo, perché non è previsto dalla legge dello stato... (prosegui la lettura in pdf)
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