Attualità Cultura
Letture non accademiche

Pensare alla psicoanalisi come a una disciplina tra le tante fiorite nel contesto del grande sviluppo novecentesco delle scienze umane può essere riduttivo.
La scoperta freudiana produce infatti una pratica che, rispetto alle tradizionali discipline accademiche, è qualcosa di meno e di più. Essa si occupa del soggetto nella sua concretezza: dà sollievo al suo disagio e lo sostiene nell’itinerario verso una migliore capacità di disporre della propria vita. Per questo la psicoanalisi ha un rapporto con tutto il tessuto linguistico e culturale che dà consistenza al soggetto. All’epoca di Freud la psicoanalisi intratteneva un chiaro rapporto con il pensiero scientifico, filosofico e religioso, e intesseva un interessante dialogo con la letteratura e le arti. Dopo Freud, Lacan ha riformulato la psicoanalisi, dando ampio spazio al rapporto con il desiderio. Ha continuato però a fare ricorso alle forme di sapere che, se non hanno perduto la consapevolezza del loro modo di operare, svolgono una funzione chiave nel determinare l'interpretazione dei sintomi in una precisa congiuntura storica.
La psicoanalisi e la sofferenza che essa è chiamata a trattare sono infatti inseparabili dalle condizioni culturali che condizionano le possibilità soggettive e specificano il vincolo sociale.



Crisi di identità sessuate
Rosa Elena Manzetti

Jacques-Alain Miller, presentando il tema delle ultime giornate dell’ECF, diceva che il rapporto del soggetto con il fallo e con l’oggetto a (con tutti gli oggetti di godimento che hanno per un soggetto valore di significanti immaginari e interferiscono nel rapporto con il partner sessuale), esiste come tale, lo incontriamo diversamente in tutti i soggetti. Al contrario il rapporto sessuale con l’altro sesso non esiste come tale, è una vera faglia del reale, perciò i parlesseri tendono a costruirlo sul piano dei sembianti.Il rapporto sessuale per i parlesseri è condizionato dalla pratica del linguaggio, per cui, a meno di togliere di mezzo la facoltà di parlare, la faglia che costituisce il rapporto sessuale impossibile non è colmabile. I fantasmi, i deliri, le invenzioni, i sintomi vengono a situarsi in questo vuoto.Dal 1971 Lacan considera il fallo un ostacolo al rapporto sessuale. Prima sembrava che qualcosa del rapporto sessuale potesse scriversi per la via dell’identificazione. Jacques-Alain Miller, presentando il tema delle ultime giornate dell’ECF, diceva cheil rapporto del soggetto con il fallo e con l’oggetto a (con tutti gli oggetti di godimento che hanno per un soggetto valore di significanti immaginari e interferiscono nel rapporto con il partner sessuale), esiste come tale, lo incontriamo diversamente in tutti i soggetti. Al contrario il rapporto sessuale con l’altro sesso non esiste come tale, è una vera faglia del reale, perciò i parlesseri tendono a costruirlo sul piano dei sembianti.(prosegui la lettura in pdf) 

 




Crisi di identità sessuate
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Nota su Eros e Agape
Carmelo Licitra Rosa

Nella prima lezione del Seminario VIII Lacan critica la piattezza e il semplicismo dell’elaborazione psicoanalitica sul tema dell’amore, in confronto con l’eccellenza di produzioni provenienti da altre aree, come quella teologica. Il suo punto di riferimento è l’opera del vescovo e teologo luterano Anders Nygren, Eros e Agape, pubblicata in due tomi in Svezia tra il 1930 e il 1936. Giova richiamare che Papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica Deus est caritas ha interloquito dialetticamente con l’opera di Nygren, contestando la separazione da lui propugnata fra i due ambiti di Eros e Agape, che piuttosto secondo il Pontefice troverebbero una riunificazione nella nozione cristiana dell’amore di Dio: si disegna dunque su questo argomento una chiara divaricazione fra la prospettiva cattolica e quella protestante.

Per i nostri scopi, mi pare di poter affermare che quest’opera costituisca uno dei battistrada di Lacan nella sua lettura del Simposio di Platone...( prosegui la lettura in pdf)  




Nota su Eros e Agape
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Il "c' è rapporto sessuale" di Lacan non è il "c' è rapporto sessuale" di Ratzinger
Antonio Di Ciaccia

 

In Lacan possiamo ritrovare più di un centinaio di volte il “non c’è rapporto sessuale”. Non sarà mia cura riportarle nelle loro diverse variazioni, sebbene la cosa avrebbe la sua importanza poiché l’esame del contesto di questa frase o di affermazioni equivalenti danno un’idea abbastanza precisa di come Lacan procede nel suo insegnamento.

Per semplificare, prenderò in prestito da Jacques-Alain Miller un suo commento a questo proposito. Miller dice: “Il “non c’è” di Lacan è una pagina bianca, non è scritto. Si deve distinguere la negazione di una proposizione scritta dalla non scrittura di questa stessa proposizione”.

Jacques-Alain Miller ricorda che Lacan non ha mai dato né scritto il matema del “non c’è”. In uno slancio pedagogico, com’egli stesso si esprime, ne dà invece una sua scrittura: egli rappresenta l’assenza del rapporto sessuale prendendo semplicemente il simbolo dell’insieme vuoto e mettendoci sopra il sigma del sintomo.

L’argomentazione di Miller si sviluppa su più piani...(prosegui la lettura in pdf)


 



Il c'è rapporto sessuale di Lacan non è...
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