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Petizione sull'autismo
Nicola Purgato

Alcuni decenni orsono dall’America spirava un vento innovatore, o almeno così si spacciava, che sarebbe stato in grado di rivoluzionare la clinica psi. Si trattava dell’approccio cognitivo-comportamentale che, ad esempio, si presentava allora come il trattamento elettivo per le fobie. Gli psicoanalisti, in Europa ed in Italia, forti allora di essere nel continente in cui la psicoanalisi era nata, non si erano dati troppa pena nel contrastare quest’aria nuova che è riuscita comunque ad attraversare l’Europa.
Questo vento nel tempo è diventato un tsunami. L’Europa intera ne è stata travolta e il “cavallo di troia” oggi non è più il piccolo quanto variegato mondo delle fobie, ma l’autismo! Lo sanno bene i nostri colleghi di Bruxelles che già alcuni anni fa hanno dovuto riscrivere “nella lingua dell’Altro” la loro pratica clinica per poter essere accreditati dallo stato (cfr. “Un programma? Non senza il soggetto”, in Préliminaire 16, 2006); così come lo sanno i nostri colleghi francesi che hanno fatto del’ossessione statale per la valutazione una battaglia senza pari e senza indugi; così come i nostri colleghi spagnoli che nel giugno 2010 hanno dovuto organizzare rapidamente un forum dal titolo eloquente “Il silenzio della valutazione. Un caso urgente: l’autismo” (www.foroautismo.com) dal momento che due proposte del Partito Popolare imponevano di considerare l'autismo unicamente come un deficit cognitivo e una difficoltà dell’apprendimento da trattare pedagogicamente.
In Francia è recente la battaglia legale che la ECF ha portato avanti per far ritirare il film “Il Muro: la psicoanalisi alla prova dell’autismo” che aveva il chiaro intento diffamatorio - forzando interviste e testimonianze - di mostrare come l’approccio psicoanalitico all’autismo sia assurdo e di propagandare come unico metodo valido le cosiddette terapie cognitivo-comportamentali. Il tribunale di Lille ha "constatato che i passi delle interviste" degli psicoanalisti di fama "Esthela Solano-Suarez, Eric Laurent e Alexandre Stevens (...) attentano alla loro immagine e alla loro reputazione in quanto il senso delle loro affermazioni è snaturato" sentenziando così anche il ritiro dalle sale e da internet del docu-film.
Questo tsunami potevamo prevederlo, ma non così impetuoso. Alcuni segnali premonitori erano già lì da tempo! Le Linee guida per l'autismo. Raccomandazioni tecniche - operative per i servizi di neuropsichiatria dell'età evolutiva della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) del 2005, pur affermando che “non esiste un intervento che va bene per tutti i bambini autistici, che non esiste un intervento che va bene per tutte le età, che non esiste un intervento che può rispondere a tutte le molteplici esigenze direttamente e indirettamente legate all’Autismo”, nel definire l’Autismo come “un disordine dello sviluppo biologicamente determinato che si traduce in un funzionamento mentale atipico che accompagna il soggetto per tutto il suo ciclo vitale” suggeriva implicitamente dei metodi esclusivamente rieducativi.
Le due associazioni di genitori di autistici più importanti in Italia, ossia AUTISMO ITALIA (art. 1) e ANGSA (art. 4) da tempo nei loro rispettivi statuti dichiarano che “si accetta che l'autismo sia la conseguenza di una disfunzione cerebrale piuttosto che un disturbo di origine psicogenetica”. Da ciò ne consegue la strenua lotta nei confronti della psicoanalisi, il matrimonio felice con i metodi cognitivo-comportamentali come il TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Communication Handicaped Children) e l’ABA (Applied Behavior Analysis) e il discredito nei confronti anche del libro del nostro collega Martin Egge                                                      
Ora, come molti di voi sapranno, visto lo spazio che l’evento ha occupato su giornali e notiziari, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha elaborato delle linee guida nazionali per l’autismo (“Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti) che sono state presentate a Roma il 26 gennaio u.s. Tra gli intenti di queste linee guida vi è quello di fare luce su una ridda di metodi e proposte terapeutiche, molte delle quali rasentano la creduloneria e hanno dato e danno luogo tuttora a “viaggi della speranza” inconsistenti da parte di molti genitori di autistici. L’inghippo sta invece nel fatto che viene proposto come unico metodo scientifico per la presa in carico di questo handicap (!) l’approccio ABA e si raccomanda alle istituzioni di ogni livello e grado di attenersi a tali indicazioni.
L’assunzione di un unico modello terapeutico, non solo è impoverente e scientificamente parziale (si ignora tutta una letteratura ‘altra’ sia italiana che straniera, si fanno scelte epistemologiche discutibili nella clinica...), ma avvia un processo di omologazione della pratica clinica imposto dallo Stato (su evidente pressione di alcuni gruppi e associazioni). La psicoanalisi, ad esempio, non è - e volutamente - citata e presa in considerazione. Si comincia con l’autismo... ma è tutta la concezione della clinica, del soggetto e del reale ad essere messa radicalmente e ufficialmente in discussione.
A fronte di ciò la scorsa settimana - in concomitanza con la presentazione delle Linee Guida dell’ISS, un gruppo bipartisan di parlamentari – Udc: Paola Binetti, Teresio Delfino, Marco Calgaro, Nunzio Testa; Pd: Luciana Pedato; Pdl: Lucio Barani; Api: Donato Mosella, Emanuela Baio; Fli: Carmine Patarino – durante la conferenza stampa ‘Luci e ombre sulle linee guida sull’autismo’ svoltasi a Montecitorio assieme ad alcune associazioni di genitori ed esperti del settore, hanno chiesto di aprire un tavolo di riflessione sulle Linea Guida.
I promotori di questa iniziativa a Montecitorio (che possiamo far risalire all’Istituto di Ortofonologia di Roma - Ido) hanno successivamente elaborato una petizione che sarebbe opportuno sostenere e divulgare. Come già discusso con la presidente Paola Francesconi, non è la petizione che avremmo scritto noi, visto che sono stati omessi diversi elementi teorico-clinici che noi avremmo sicuramente messo in evidenza, ma rimane comunque una petizione importante e - soprattutto - già esistente, il cui intento è di riaprire il tavolo di lavoro. Sono a stretto contatto con il principale promotore dell’iniziativa che conta su di noi non solo per accrescere il numero di coloro che sottoscrivono la petizione (conditio sine qua non per riaprire il tavolo all’ISS), ma anche per apportare nella fase successiva un contributo teorico e di esperienze che possa allargare l’orizzonte delle attuali linee guida. Se si arriverà, come mi auguro, a questo momento, sarà prezioso il lavoro di molti di noi. Per ora, d’accordo con la presidente SLP, cerchiamo convergenze e alleanze con istituzioni e associazioni che condividono con noi una prospettiva più rispettosa della soggettività di molti bambini e ragazzi che tanti di noi hanno avuto modo di incontrare e di prendersi cura. La posta in gioco è anche - inutile dirlo! - il posto e il destino della psicoanalisi nella nostra epoca e in Italia.
Chiedo pertanto, a chi lo desideri, di aderire in nome proprio alla petizione seguendo il link che trovate qui sotto. Mi auguro che molti di voi possano accettare questo invito e vi ringrazio fin d’ora.

Nicola Purgato
Direttore terapeutico Antenna 112 e Antennina
Centri educativi-riabilitativi per minori autistici di Venezia


http://www.ortofonologia.it/allegati/AUTISMO_petizione.pdf


Corpi scritti, corpi parlati a Zaragoza
Paola Francesconi

Le X giornate della Escuela Lacaniana de Psicoanàlisis (Cuerpos escritos cuerpos hablados), svoltesi il 19 e 20 novembre scorsi a Zaragoza, sono state un’esperienza di straordinaria elaborazione dei due versanti del corpo e del godimento che ne discende.
Il corpo scritto giganteggiava all’ingresso del Palazzo dei Congressi in una enorme scultura costruita in occasione del recente Expo del 2008 e riprodotta nel magnifico manifesto del Convegno. Le bellissime immagini che contornavano l’ingresso interno, opere  degli artisti
Jaume Plensa, Juan Genovés, El Roto, Gordillo, Eva Loot e altri, concessi per le Giornate dal Musée de Gravures Goya-Fuendetodos, sono state la testimonianza dell’eccellente lavoro di sensibilizzazione e collaborazione con le Istituzioni locali compiuto dagli organizzatori, i
Colleghi della Comunità di Aragona, con l’incredibilmente efficace e appassionata coordinazione di Gracia Viscasillas, buona fata di tutto il sapiente svolgimento dei lavori e dell’intrattenimento pre e post Convegno. Carmen Conca, collega della ELP di Zaragoza, ha
realizzato un video in omaggio a Jacques Lacan che ha dato l’avvio ai lavori, tra l’attenzione affascinata e commossa di tutto il numeroso auditorio (circa 400 persone): scene di riprese filmate di Lacan, fotografie, didascalie, tutte sapientemente costruite in un documento
straordinario, che Judith Miller ha potuto onorare del suo sguardo e della sua compiaciuta considerazione.
I corpi parlati, e parlanti, i parlesseri che hanno animato i contenuti scientifici delle Giornate sono stati numerosi e vivaci. La presenza del Presidente AMP Leonardo Gorostiza ha arricchito l’appuntamento del Convegno con la sua conferenza di venerdì 18. Attraverso il titolo: “Penso, dunque “si” (es) gode” egli ha proposto una ritraduzione del cogito cartesiano in cogito lacaniano, alla luce degli ultimi sviluppi dell’insegnamento di Lacan, e in particolare della conferenza “La terza”, recentemente rieditata da Jacques-Alain Miller. Alla classica res
extensa cartesiana egli propone di sostituire la sostanza che gode, e al “penso” una nuova articolazione con il godimento, che sconfina dalla configurazione classica nella nevrosi ossessiva per declinarsi diversamente nella struttura del parlessere come “panser”, “pansiero”, imbricato con un godimento non negativizzabile. La magistrale conferenza, mirabile nella profondità della sua elaborazione, ha potuto riportarci ad alcuni elementi, qui diversamente e originalmente ripresi, della sua testimonianza, ascoltata a Londra e pubblicata nell’ultimo numero on line della rivista della SLP Attualità Lacaniana (“Il godimento e  le sue meteore”) che potete trovare sul sito della nostra Scuola.
I lavori del Convegno si sono svolti in plenaria al sabato mattina, con la carrellata, che ha seguito la proiezione del video “Omaggio a Lacan” , dei numerosi colleghi, anzi colleghe, soprattutto giovani, che hanno raccontato ciascuna l’inizio della propria avventura con la psicoanalisi e con il testo di Lacan, alla presenza partecipe e generosa di osservazioni di Judith Miller su ciascuno, anzi ciascuna, essendosi trattato, appunto, di un insieme esclusivamente femminile(!).
Le simultanee del sabato pomeriggio e della domenica mattina sono state dense di pubblico e di dibattito, così sempre marcato da quell’entusiasmo e da quel desiderio di sapere che contraddistingue la Scuola spagnola.
Il ritorno alla plenaria della seconda parte della domenica mattina ha visto succedersi gli AE della Scuola Una in un’indimenticabile sequenza animata dal Presidente AMP Leonardo Gorostiza, dall’AE Guy Briole, con la presidenza di Laure Naveau.
Sonia Chiriaco ha proposto una interessantissima articolazione tra il “chi vive” (il titolo del suo contributo era “Sul chi vive”) e il desiderio dell’analista, in cui essa fa proseguire la sua “conversazione con il sintomo” e “l’attraversamento dell’equivoco” che la contraddistingue.
Araceli Fuentes ha elaborato in un modo ancora ulteriore, rispetto a quanto abbiamo potuto ascoltare in occasione del Convegno SLP a Catania, la cifra di un lutto che essa ha potuto far passare a decifrazione attraverso la sua scrittura come sintomo: un lutto che ha potuto giungere a scriversi, non senza la caduta di uno sguardo superegoico a sguardo benevolo, via l’umorismo cercato nella figura del partner.
Pilar Gonzàlez, attraverso un raffinatissimo percorso di cui già abbiamo potuto apprezzare l’articolazione a Parigi nell’ottobre scorso, rende conto dei resti sintomatici di un appetito pulsionale prima abitato dalla necessità fallica, ora ridotto a contingenza di un appetito non
necessario, “che ora può esserci e ora può non esserci”, e che incontra nel limite il suo rapporto con il reale. Così, la bocca non è più solo zona erogena, ma anche buco del non rapporto, di ciò che non può dirsi.
Anne Lysy, che non abbiamo mai perso occasione di ascoltare in tutti i recenti appuntamenti di Scuola, sempre applicata a produrre del nuovo dalla sua testimonianza: in questa occasione essa ha ripreso l’interpretazione cruciale “Lei è una corritrice” come nominazione che, più che rimandare a una scena o a una localizzazione storica, è ciò che “la anima nella vita” (Il titolo del suo intervento era: ”Ciò che mi anima”). Come veniva ripreso nel dibattito, qui identificazione al sintomo e saper fare non sono equivalenti, si oppongono e si articolano. Essa ha messo altresì l’accento sulla presenza del corpo dell’analista come pendant, corrispettivo dell’interpretazione nominante.Di questo evento di corpo e di discorso che queste Giornate sono state siamo debitori alla regia salda e accogliente di Carmen Cunat e alla capacità tutta sua di contribuire con la propria pacatezza e il proprio buon umore alla riuscita di questo appuntamento di cui ci congratuliamo con lei. A coronare di goia questo incontro di gaio sapere è stato anche il festeggiamento, sia il venerdì sera al Paraninfo della ex Facoltà di Medicina che la domenica mattina prima della conclusione del Congresso, della liberazione di Rafah Nached, una vittoria per la psicoanalisi  e per la politica, politica pacifica ma ferma su alcuni principi di democrazia autentica, che la psicoanalisi porta avanti. Sullo slancio di questi momenti di confronto e di dibattito ricordo a voi tutti l’appuntamento di sabato 3 dicembre a Roma, con il Presidente EFP Gil Caroz e gli AE Paola Bolgiani, Sergio Caretto, e Maria Laura Tkach che ascolteremo nella sua prima testimonianza. L’appuntamento successivo sarà con il Presidente AMP Leonardo Gorostiza, che ci onorerà della sua presenza alla Conversazione della Scuola il 4 e 5 febbraio a Milano, in preparazione del Congresso Mondiale dell’AMP a Buenos Aires (23-27 aprile 2012), dando l’opportunità a tutti i Membri e Partecipanti alle Attività SLP di incontrarlo e dibattere dei punti vivi dell’esistenza della nostra Scuola e del  cammino che la aspetta.


Rafah Nached è stata liberata
Il comitato redazionale di Lacan Quotidien

16 Novembre 2011 ore 21:

Rafah Nached è stata libérata!

 
Comunicato Il marito di Rafah è stato informato nel pomeriggio che Rafah potrebbe essere nella lista dei prigionieri liberi oggi. E' andato nel carcere a 80 km da Damas senza certezza. Ha avuto le bella sorpresa di accoglierla all'uscita alle otto di sera ora di Damas (le sette a Parigi). Rafah è tornata a casa con il marito e ha brevemente parlato con i figli al telefono. Uno di loro ci ha informati. Deve ancora fare delle pratiche amministrative prima che il suon «dossier» sia «completamente chiuso», ha detto il figlio. Non è ancora dunque completamente libera di muoversi. La sua salute non sembra richiedere degli interventi urgenti. E' provata. Ora riposerà.